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Giallo di Gradoli, parte il processo d’appello PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Maggio 2012 16:05

Di Paola Pucciatti

Udienza d’appello, questa mattina, davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Roma per il processo a carico di Paolo Esposito e Ala Ceoban, la coppia di amanti condannati all’ergastolo, un anno fa circa dal tribunale di Viterbo, per il duplice omicidio e l’occultamento dei cadaveri di madre e figlia di origine moldava, Tatiana ed Elena Ceoban, rispettivamente di 36 e 13 anni, misteriosamente scomparse da Gradoli il 30 maggio 2009.

La Corte capitolina è presieduta dal giudice Mario Lucio D’Andria, giudice a latere Giancarlo De Cataldo noto per essere l’autore di “Romanzo Criminale”. Si tratta degli stessi giudici del delitto di via Poma, che hanno assolto dall’accusa di omicidio Raniero Busco, ex fidanzato della vittima Simonetta Cesaroni, condannato in primo grado a 24 anni.

Durante l’udienza stamani il Procuratore Generale Alberto Cozzella, pubblica accusa nella requisitoria nel processo per il delitto di via Poma, ha riassunto tutta la tragica e misteriosa vicenda, soffermandosi in modo particolare sulla figura di Tatiana Ceoban evidenziando, invece, la perversione sessuale di Paolo Esposito.

Gli avvocati della difesa, Mario Rosati ed Enrico Valentini per Paolo, Pierfrancesco Bruno per Ala, hanno avanzato la richiesta di quattro perizie che, se accolte, comporterebbero una riapertura del dibattimento. L’avvocato Claudia Polacchi, legale di parte civile per la piccola Erika, la bambina nata dalla relazione tra l’elettricista di Gradoli condannato all’ergastolo e Tatiana, ha chiesto alla Corte di rigettare tutte le perizie richieste dalla difesa.

I giudici non si sono pronunciati in merito. Lo faranno solo dopo aver ascoltato le difese. Le udienze sono state aggiornate al 7 e 8 giugno.