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Terrorismo e stalking giudiziario. Un bavaglio alla stampa, o forse no PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Ottobre 2018 05:40
Terrorismo e stalking giudiziario. Un bavaglio alla stampa... o forse no

Oscurare articoli di giornale che riportano verità è terrorismo giudiziario mafioso per intimidire il giornalista. Se fatto con Atti contro sentenze Cassazione SSUU che lo vietano senza neanche minimamente dimostrare che non sia vero ciò che viene scritto, o forse proprio perché sia vero... è uno stupro a chi lavora con onestà e crede e si rivolge alla Giustizia ma è tradito da chi dovrebbe amministrarla. E' un gravissimo abuso di alcuni pm e giudici per favorire un avvocato che ha sbagliato ma deve essere coperto.

Decine di segnalazioni all'Ordine degli avvocati, denunce in Procura, opposizioni a richieste d'archiviazione: tutto messo a tacere. Oscurati articoli giornalistici che potevano smascherare un sistema di poteri forti, una fitta trama di privilegi, concessioni, benefici, immunità. Avvocati inattaccabili, intoccabili, ingiudicabili, la Casta li difende, li copre, li favorisce, imbavagliando la stampa.
Avvocati che si definiscono, a propria discolpa accusando chi li smaschera, "appartenenti alle più importanti famiglie forensi viterbesi", che svolgono "attività di Avvocato (A maiuscola, sic) nello studio legale che è anche del padre e fu del nonno!, (punto esclamativo, sic) appartenendo quindi ad una famiglia molto nota nel Viterbese, in particolare nell'ambito forense". "Infine domandiamo alla signora Patrizia Coppa se si rende conto del costo che le comporterà aver infangato l'onorabilità di professionisti!!!!". (sic. Stavolta ben quattro punti esclamativi, ndr).


Ma infangare l'onorabilità di un avvocato, vuol dire svolgere il proprio lavoro e raccontare la realtà? E per questo si deve anche pagare? E se ti scontri con un avvocato che aveva il padre ed il nonno avvocato, ti devi rassegnare  perché non hai diritti? La legge è uguale per tutti... quelli che appartengono alla Casta.

Tutto ciò accadeva al Tribunale di Viterbo. Quando si osava scrivere su avvocati che commettevano reati o giudici che li coprivano, si veniva messi al rogo. diffamazione e tritacarne nei corridoi del Palazzo di Giustizia, nelle chat degli "avvocati viterbesi" e voci dei "castisti" che arrivando ai giudici riuscivano ad influenzarli a proprio piacimento . Seguivano Processi farsa e condanne con pignoramenti del patrimonio del giornalista, perquisizioni in casa e raffiche di rinvii a giudizio senza alcuna attività ed indagine panale, così sulla parola degli apparteneti alla Casta.

Ma noi di Viterbotv, abbiamo sempre denunciato una simile ingiustizia, ritenendo che gli avvocati che sbagliano, siano uomini come tutti gli altri, e vadano giudicati ed eventualmente condannati, come tutti gli altri. I giudici che li aiutano, sono uomini che si lasciano corrompere o influenzare da chiacchiere di corridoio. Ma la Giustizia c'è, la Legge c'è, erano gli uomini che di volta in volta la amministravano che potevano essere collusi.

E finalmente un cambiamento c'è stato, proprio perché non tutti gli uomini sono uguali e alla fine, con i recenti cambiamenti e sostituzioni di giudici e procuratori, qualcuno si è accorto di cosa stava accadendo ed ha riportato un certo equilibrio. Vero. Onesto. Responsabile. In una parola, Giusto. Denunciare a Roma in Appello, ciò che accadeva a Viterbo ed essere ascoltati e vincere era facile, estremamente facile, abbiamo ascoltato avvocati che impostavano le cause solo in funzione dell'Appello, ma ottenere Giustizia a Viterbo sarebbe stato ancora più bello. e ci siamo riusciti, o almeno abbiamo iniziato.