Contenuto Principale
Roma, Isola Tiberina, ore 18.30. Il governatore del Lazio Zingaretti e la dottoressa Patrizia Frittelli, primario reparto senologia, illuminano di rosa Il Fatebenefratelli PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Ottobre 2017 15:12












Roma, Isola Tiberina, ore 18.30. Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti e la dottoressa Patrizia Frittelli, primario reparto senologia, illuminano di rosa Il Fatebenefratelli
Questioni di viterbesità

Da oggi una nuova opportunità all'ospedale Fatebenefratelli, per le donne con sospetta neoplasia al seno: apre lo Sportello Rosa, rivolto a tutte le donne sotto i 50 e sopra i 70 anni, ossia le donne che non rientravano nei limiti di età previsti per l’accesso allo screening regionale, un servizio di diagnosi rapido e completo per donne con sospetta neoplasia mammaria, inviate dai medici di medicina generale. Obiettivo primario di un nuovo Sportello inserito nella Breast Unit, sarà l'adeguamento alle linee guida internazionali e agli indicatori stabiliti dall'European Society of Breast Cancer Specialists (Eusoma).

Nel processo di diagnosi e cura delle pazienti, la relazione di tutti gli specialisti coinvolti, sarà resa più efficace dalla collaborazione diretta con i medici di medicina generale, stabilendo un nuovo medello di gestione integrata tra Ospedale e Territorio.

Lo Sportello sarà attivo ogni venerdì, dalle 8.00 alle 11.30, senza prenotazione, sarà necessaria la prescrizione del medico di medicina generale, per la visita chirurgica senologica, e permetterà una diagnosi precoce  ed una accelerazione dei tempi di attesa per il trattamento.

Esattamente due anni fa, nell'ottobre 2014, la Breast Unit veniva istituita all'ospedale di Belcolle, a Viterbo, con la direttrice Patrizia Frittelli, oggi primario al Fatebenefratelli. Alla conferenza stampa della Asl di Viterbo, la dottoressa Frittelli, dirigente responsabile della UOD di Chirurgia Senologica, coordinatrice dell'Ambulatorio integrato di Senologia di Belcolle, che coinvolge tutte le figure professionali esordì dicendo: "Oggi per noi che abbiamo lavorato da anni con un assiduo lavoro di squadra, all'Ospedale di Belcolle, è una grande giornata". E da tali parole si poteva già evincere la grande passione che la dottoressa viterbese mette costantemente nel suo lavoro. La dottoressa è anche presidente onorario e fondatrice dell'Associazoone Beatrice Onlus con sede a Viterbo, che si occupa della diffusione della cultura della prevenzione del tumore al seno, oltre che membro del Consiglio Direttivo dell'Associazione nazionale Chirurghi Senologi Anisc.

Nel marzo 2016, poco più di un anno fa, Nicola Zingaretti, accolto calorosamente dagli operatori, visitò il Centro di Senologia dell'ospedale viterbese Belcolle, accompagnato dal direttore generale della Asl Viterbo, Daniela Donetti, e dalla dirigente responsabile del Centro, Patrizia Frittelli.

Insomma è lecito il rammarico per i viterbesi, per essersi fatti sfuggire un talento, una eccellenza in campo medico quale è la dottoressa Frittelli. La chirurgo senologa, amata dalle centinaia e centinaia di pazienti operate e curate a Viterbo, e che ora la seguono a Roma, è molto legata alla sua città, dove continua a garantire il suo apporto all'Associazione Beatrice. La dottoressa ha infatti di recente dichiarato, in occasione di una manifestazione che ha visto coinvolte oltre 500 donne viterbesi: "Beatrice c'è e ci sarà sempre, a Viterbo, a Roma, in Italia e nel mondo".

Ma revenons à nos moutons! Il direttore generale della Asl di Viterbo aveva tentato con ogni mezzo e percorso ogni possibile strada pur di non farsi scappare una fortuna del genere? Belcolle sta perdendo anche altri pezzi da novanta, oltre alla senologa, ed a rimetterci sono i viterbesi.

I viterbesi sono un popolo assai complesso, assai strano, amministrato pertanto da soggetti, anch'essi assai strani.

Sono questioni di viterbesità.

Sì, perché negli anni '70, quando a Viterbo c'erano ancora tutte le caserme militari, e ristoranti, pizzerie e alberghi potevano contare su di loro e sui loro parenti per ogni giuramento, a Viterbo c'era il coprifuoco alle 20,30 di sera, anche perché i militari avrebbero potuto disturbare le ragazze viterbesi e quindi, di conseguenza, non erano ben visti. I collegamenti con Roma, facevano acqua, ma in realtà i viterbesi hanno sempre temuto che se i romani avessero avuto la possibilità di raggiungere Viterbo in mezz'ora, ci avrebbero invaso la città ogni fine settimana, e quindi, di conseguenza, non erano ben visti. Le Terme ed ogni altro spazio turistico-ricettivo, avrebbe potuto riempirsi di turisti e di manifestazioni ed eventi chiassosi che avrebbero potuto disturbare la quiete di una città papale abituata a sonnecchiare, sin dalla notte dei tempi, sotto il "cappello del papa". L'Università avrebbe portato tanti studenti che avrebbero anch'essi disturbato le ragazze viterbesi, una sorta di tante "Belle Galiane". E poi, più recenti le paure per porti, interporti ed aeroporti, che chissà quali danni avrebbero potuto portare alla sempre sonnecchiante città.
Fortunatamente di strada ne è stata fatta, ma quella stranezza dei viterbesi è rimasta un po' nell'aria, una sorta di viterbesità, che porta a non apprezzare ciò che si ha, a farsi sfuggire le occasioni d'oro, a non agire, ma a boicottare se gli altri agiscono, a mettere la politica anche dove non dovrebbe entrare, a non saper distinguere l'interesse di pochi da quello di tutta una popolazione. Insomma Viterbo avrebbe tante eccellenze, nel 2007 furono premiati al Teatro Unione, ancora attivo, una decina di viterbesi diventati famosi nel mondo, "Viterbesi nel Mondo" e ad oggi i talenti trovano la giusta soddisfazione fuori Viterbo. Solo quando la città riuscirà a superare questi aspetti di viterbesità, potrà rendersi conto della fortuna che ha ed ha sempre avuto proprio a portata di mano.

Le eccellenze viterbesi non mancano, e quando ci sono vanno apprezzate, coccolate, corteggiate, stimate, amate e soprattutto rispettate.
Patrizia Coppa