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Caro Lino ti voglio dire due parole da un galeotto a un fumagalli PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Dicembre 2015 07:36

Viterbo CRONACA INQUIETA, MOLTO INQUIETA Sei bello, alto, anche troppo alto, fiero, possente, hai una presenza da cardinale, ma non parli, lasci che tutto scorra, che tutto passi
Mauro Galeotti

Lino Fumagalli, vescovo di Viterbo

Caro Lino, togliamo il signore, il don, il monsignore, l'eccellenza e dintorni, tutti fronzoli che non servono a nulla, parliamoci tu per tu, da uomo a uomo, ma a te quanto interessa la nostra santa Rosa?

Non sento la tua voce, né a destra, né a sinistra, cerco leggo di qua e di là, ma la tua voce non la sento.

Mi sai dire quanto valgono le parole che reciti con tanta enfasi, quando il reliquiario col cuore di santa Rosa esce dal Duomo?

Ti vedo lassù in cima alla scala che conduce alla Cattedrale, e parli, e parli e parli, devo dire anche bene, sei molto bravo, riesci ad entrare nei nostri cuori, sì sei davvero bravo a esaltare Rosa di Viterbo, la bambina prodigio.

Poi durante l'anno più nulla e più nulla in questo momento così delicato per santa Rosa e le suore che l'hanno custodita per secoli e secoli e tu... stai zitto?

Ora che dovresti parlare, stai zitto?

Sei bello, alto, anche troppo alto, fiero, possente, hai una presenza da cardinale, ma non parli, lasci che tutto scorra, che tutto passi.

Credo invece che tu puoi fare molto, sei vescovo o chierichetto? No sei proprio Vescovo, questa volta con la vu maiuscola, ed allora quel bastone da pastore, il pastorale, che porti fiero con te, quella mitria che porti sulla testa, che ti fa ancora più alto, qualcosa vorranno pur dire, un po' di autorità la danno, allora perché tacere.

Perché non gridare in difesa di santa Rosa e delle sue Clarisse. I Viterbesi con loro hanno una tradizione che si perde nel tempo e tu non puoi tacere, non devi, non puoi.

Forse sei consenziente all'allontanamento delle Clarisse?

Si attende che muoiono tutte, per chiudere il Monastero?

E santa Rosa che fine farà?

Sei "pastore" delle tue pecorelle allora non farle diventare lupi, perché i Viterbesi se gli tocchi le suore Clarisse e santa Rosa, diventano veri lupi.

E per finire non dimenticare che santa Rosa è viva, ti vede, ti osserva e se continuerai a tacere e a non provvedere a proteggere le Clarisse, potrebbe apparirti in sogno tutte le sere e chissà cosa potrebbe accaderti!

Vescovo ti do la buona notte, se ti sarà possibile averla, visto che sto scrivendo alle 3,20 dell'11 Dicembre, a soli quattro giorni dallo sfratto delle suore Clarisse, dal loro, dal nostro e dal tuo Monastero.

Ti donai un voluminoso libro sulla storia di santa Rosa del peso di cinque chili, intitolato "Rosa piccola... già Santa!", ma nessun ringraziamento da parte tua mi è stato recapitato, neppure quando ti ho incontrato personalmente. Forse non ti è piaciuto, forse la storia di Rosa non ti ha interessato?

Ti invitai alla Mostra che ho allestito nell'ex Mattatoio a Faul con 180 manifesti su santa Rosa e la Macchina, ma pur avendoti invitato personalmente, eravamo in Piazza san Sisto, ricordi? non sei mai venuto e mi rispondesti che il vescovo non può stare dappertutto, a differenza di Quello su in alto che è ovunque. La mostra durò un mese e mezzo, avevi tutto il tempo, ma si trattava di Rosa, non eri interessato, evidentemente.

Peccato, sarai pure vescovo, ma quanto apprezzo i tuoi preti, don Angelo Gargiuli, don Alfredo Cento, don Angelo Massi, don Mauro Manzoni, don Emanuele Germani, don Luigi Fabbri, don Massimiliano Balsi e tanti tanti altri.

Vorrei apprezzare anche te come loro, tutto dipenderà dal tuo impegno per rianimare il Monastero delle Clarisse di santa Rosa e allontanare chi non ha alcun diritto di viverlo, come le suore francescane alcantarine, sconosciute a Viterbo.

Sono sempre stato presente alle tue manifestazioni religiose, con riprese video pubblicate su questo quotidiano, quindi massimo rispetto per la tua figura di vescovo, ora tocca a te dare rispetto a santa Rosa e alle sue suore Clarisse.

Ari buona notte, spero che Rosa ti appaia in sogno, come apparì la Madonna a Raniero Capocci per costruire la Chiesa di santa Maria in Gradi e non... per distruggere!

Ciao vescovo e sogni... rosa!

Mauro Galeotti

devoto fedele di santa Rosa
e delle suore Clarisse