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Satira - raccolta PDF Stampa E-mail
Giovedì 21 Maggio 2015 18:47

La SaTira Tira

Esilarante scenetta stamattina al Tribunale di Viterbo, le avvocate Antonella Fiore Melacrinis e Alexia Paolocci si sono rese protagoniste di un siparietto tutto comico. Alexia non voleva essere fotografata perché non era in perfetta forma, mentre la Melacrinis ha temuto che potessi vendere le sue foto a Vogue senza la sua autorizzazione...
























IN FOTO L'AVVOCATA ALEXIA PAOLOCCI































IN FOTO L'AVVOCATA ANTONELLA FIORE MELACRINIS




Mi hanno rincorso per tutto il corridoio del Tribunale per urlarmi che non volevano essere fotografate. Poi sono andate dai carabinieri, i quali non riuscivano a capire quale fosse il problema, un po' come i bambini: "Maestra lo vede che la Coppa mi fa le foto?!?" .. e pensare che gli avvocati di grido, quelli veri fanno i salti mortali per essere fotografati... ...insomma stamattina al processo con i Melacrinis, rinviato per astensione dei vpo, mi sono divertita un po'... era ora. Vederle così avvelenate per una sciocchezza mi ha rilassato parecchio. ogni volta che alzavo il mio cellulare, magari solo per vedere la previsioni del tempo o per scrivere appunti per il mio giornale, le avvocate Paolocci e Melacriminol si eccitavano all'inverosimile, convinte che stessi fotografando loro... tutta da ridere,

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Posso solo aggiungere che Barelli è un avvocato, e sooooo ragaaaaaazzi!

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ACCADE AL TRIBUNALE DI VITERBO: la correttezza, la professionalità e onestà intellettuale dell'avv. Remigio Sicilia, salvano l'imputata (ossia me stessa) dalle sgrinfie degli avv. Melacrinis suoi assistiti - Leggi l'articolo

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Certo che se quando sbaglia un pm in giro per l'Italia lo mandano a Viterbo... stamo messi proprio 

bene sì!










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Il giudice del Tribunale di Viterbo ha vergato una sentenza che fa invidia alla satira...



Secondo il magistrato sarebbero attendibili le testimonianze di due testi che dichiarano l'esatto contrario l'uno dall'altro: come è possibile? Uno dice che un importo è stato pagato con assegno, mentre l'altro dice di aver visto che era stato pagato in contanti. Forse per il giudice assegno o contante è la stessa cosa, uno dei due testimoni è il marito della parte in causa, nonché il politico che ha patrocinato la parte in causa, nonchè fratello dell'assessore regionale e sindaco della città che patrocinava la parte, nonché cognato di una delle parti in causa. L'altro testimone è un assistente della parte. Ma a questo giudice qualcuno ha mai detto che gli affitti si dimostrano soltanto con i contratti e con le ricevute e non con le parole del marito della parte in causa?




Ma non sarà il caso di togliere l'alcool dalle mani di questo giudice?


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Salta-tornelli, in 21 rinviati a giudizio
Avvio processo a gennaio, prescrizione a settembre... quando la Realtà supera la SaTira

VITERBO – Si assentavano dall’ufficio durante gli orari di lavoro, saltando i tornelli all’entrata per non dover timbrare il cartellino. Sono 21 i dipendenti pubblici viterbesi, che, questa mattina, sono stati rinviati a giudizio dal Gup Francesco Rigato.

Il processo si farà, dunque, e inizierà a metà gennaio, nonostante aleggi alle sue spalle lo spettro della prescrizione: manca poco più di un anno, infatti, e tutte le accuse cadranno nel dimenticatoio. Un procedimento penale nato già agonizzante.

A pesare sulla testa dei 21 dipendenti pubblici rinviati a giudizio, il reato di truffa ai danni dello Stato: scavalcando i tornelli dell’ufficio regionale dell’agricoltura decentrato a Viterbo, non avrebbero solamente provocato una perdita economica alla cosa pubblica, ma ne avrebbero compromesso l’immagine in maniera non trascurabile.

Ed è proprio per questo motivo che la Regione si è costituita parte civile: nessuna cifra specifica richiesta, però, per i risarcimenti. Spetterà al Giudice quantificarli economicamente.

“I danni materiali sono minimi, si tratta di poche decine di euro per dipendente – ha spiegato il legale Marina Bernini, in rappresentanza della Regione Lazio – ma l’immagine degli uffici pubblici è stata totalmente calpestata: non possiamo passarci sopra.”

Le indagini all’interno dell’ufficio regionale dell’agricoltura decentrato a Viterbo, scattarono nel 2008, a seguito di una segnalazione anonima. Due anni dopo, l’installazione di telecamere nei corridoi. E proprio le immagini riprese inchiodarono i 21 dipendenti pubblici, finiti poi in manette, nel dicembre del 2010.  Ad otto furono concessi i domiciliari, per altrettanti si configurò l’obbligo di firma.

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Convegno accreditato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati per la Formazione continua (10 crediti)

"Questioni attuali in tema di Deontologia Forense. Ricerca del punto "G", cos'è e dove si trova"

Aula di Corte d'Assise ore 15.00-20.00


Per tutti gli avvocati che credono che il Punto "G" sia il Processo breve della Giustizia...




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Il rampognatore è stato rampognato

Cartellino rosso per il presidente dell'Ordine degli avvocati di Viterbo
. A seguito delle nostre segnalazioni l'avvocato, dopo anni di critiche sconvenienti riguardo l'operato di giornalisti e trasmissioni tv come "Chi l'ha Visto?", si è astenuto dagli ormai consueti commentini del mercoledì... sarà stato rampognato da qualcuno più in alto di lui?



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In foto il Tribunale di Viterbo.

Sentenze di oggi:

PRIMO SET:
assoluzione;
SECONDO SET:
ergastolo;
TERZO SET:
archiviazione.
Per i patteggiamenti
se ne parla negli spogliatoi.
A cena fine partita le liquidazioni...
Il Processo... domattina

Sul campo da Tennis si gioca con le palle, invece al Tribunale vero i cittadini le palle se le sono rotte...
I processi non si possono decidere su un campo da tennis.



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"Federica, sono geloso di tutti gli avvocati che inviti alla tua trasmissione, a me non ci pensi mai?"






















Impazzito d'amore per la Sciarelli il presidente dell'Ordine degli avvocati di Viterbo Luigi Sini. Non fa che pensare a lei, che parlare di lei, che raccontare ciò che dice, ciò che fa e come si veste.

Lui, avvocato viterbese, aspetta con ansia e trepidazione l'arrivo del mercoledì sera per vedere la sua Sciarelli.

E' pazzo di lei, sul suo profilo facebook impazza l'attesa dei suoi commenti, ai quali gli amici e colleghi "fedelissimi" rispondono prontamente... per sana solidarietà con il loro capo.

Il presidente dell'Ordine degli avvocati di Viterbo sarebbe capace di perdersi solo per farsi cercare dalla sua Federica, ma niente, un amore impossibile, straziante, non corrisposto.

Aspettiamo la prossima puntata di "Chi l'ha Visto?" in onda su Rai3 alle 9.15 per leggere le nuove dichiarazioni del presidente.


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Stamattina al Tribunale di Viterbo un togato d'eccezione, rigorosamente nero, un infiltrato sicuramente proveniente da altro fóro ops Fòro


















S.O.S. Giustizia.
Viterbotv.it entra nelle aule del Tribunale di Viterbo, segue i processi, ascolta magistrati, avvocati, cancellieri. Segue convegni, conferenze, aggiornamenti in materia giuridica, e ti informa su tutto ciò che ruota attorno al complesso entourage Giustizia. Un backstage, un dietro le quinte, una lente d'ingrandimento sui retroscena che di norma non si ha mai la possibilità di vedere. Interviste, colloqui, approfondimenti, rassegne stampa, reportage senza filtri di fatti, personaggi e sentenze. Un Palazzo di Giustizia di cristallo, trasparente e disimballato, interattivo e visibilmente chiaro.

Dissacrante, a volte satirico, anti Casta, anti baroni, anti rango, anti privilegi, anti intoccabili, anti protetti, anti oscuranti, ma a favore e disposizione dei cittadini, i veri detentori dei diritti della Giustizia.

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Tribunale di Viterbo: Cronisti di giudiziaria in tilt... processi in attesa... di rinvio o di cambio giudice... ferie forzate per i giornalisti

Certo che al Tribunale di Viterbo, tra nun fa' 'n cazzo, e nun fa' niente, questi qui non hanno un attimo de tempo!

 

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L'avvocato Pinco Palla, come lei stessa si definisce "appartenente ad una delle più note famiglie viterbesi di avvocati!", denunciata ancora una volta per patrocinio infedele, truffa e collusione con la controparte.

I fatti: Un tizio vuole acquistare un appartamento a Viterbo, firma una proposta d'acquisto per acquistare l'immobile, diciamo di circa 250.000 euro, lasciando una caparra di 5.000 euro, dando una scadenza definitiva al 10 del mese indicato. All'11 del mese stesso ancora non si presenta dal notaio per comprare, ma pretende indietro la sua caparra, che per LEGGE si perde, ma si sa, al Tribunale di Viterbo la LEGGE viene interpretata... basta avere un avvocato più bravo...

Insomma, va in causa e per una caparra di 5000 euro riesce a pignorare alla proprietaria ben 15.000 euro, perché la proprietaria ha purtroppo l'avvocato Pinco che la "non" difende. La Pinco, non è in grado di affrontare la causa e che fa? Chiama in causa l'agente immobiliare che anche lui pretende 5.000 euro di provvigione, che diventano anche per lui 15.000 euro da pignorare alla proprietaria. C'è da chiedersi che cazzo l'ha chiamato a fare in causa? (se non per farlo vincere facile anche a lui? e non solo).

L'agente aveva firmato un contratto con la proprietaria che riconosceva lo 0% di provvigione perche collega della proprietaria, ma, visto che c'era la possibilità di vincere facile, ha fatto finta di nulla.

Che te lo dico a fare? l'agente Rocky Balboa della Rocky Balboa immobiliare disconosce la firma, ma il giudice nomina un suo perito giurato che riconosce il documento valido e la firma proprio del Rocky!  Ma siccome la Pinco non impugna la perizia, la causa la vincono Il signor Furbacchioni (che per lavoro fa ottenere mutui per acquistare casa agli altri, ma per lui stesso non li ottiene) e l'agente Rocky. Ovvero circa 30.000 euro di danno per la venditrice, oltre alla parcella pagata al suo legale Pinco.

Ma come si fa a perdere certe cause? Non sarà che il legale si metta d'accordo con la controparte per farla vincere facile?

Una distrazione potrebbe anche essere, se non fosse che 20 volte su 20 cause l'avvocato Pinco si è "sbagliata", facendo vincere facile la controparte di turno.

 

in foto, in campo, a sinistra, le controparti dell'avvocato Pinco a cui piace vincere facile...

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Ma vi è di più! (come dicono gli avvocati che capiscono)

La storia, (no barzelletta):

Un tizio, chiamiamolo "Pippetto", firma una obligazione alla propria ex moglie con la quale si impegna a restituire una consistente cifra di denaro avuto in prestito, diciamo superiore ad 80.000 euro. Poi però non onora il debito, e la sua ex, chiamiamola "ex Pippetta", si rivolge allo studio legale di fiducia, uno dei migliori e più conosciuto in città, così si autodefinisce l'avvocata, chiamiamola "Puffetta", coadiuvata dal padre, chiamiamolo "Grande Puffo": "appartenenti ad una delle famiglie più note di Viterbo ed avvocati da generazioni..." (sic). La Puffetta, invece di presentare una ingiunzione di pagamento (tempi brevissimi, 40 giorni e pignoramento già esecutivo) preferisce proporre alla sua cliente, "ex Pippetta", una causa civile. (ndr: ingiunzione= parcella piccola, causa= parcella grassa). Ma si sa, il cliente si fida del proprio legale, ed anticipa una parcella di 2.000 euro, per andare in causa. Una volta in causa, l'avvocata Puffetta dimentica di depositare l'obligazione e la perizia calligrafica (per la Ex Pippetta sono altre 750 euro per il perito amico della Puffetta, chiamiamolo "il Fotunato"), e, naturalmente perde la causa. Il Pippetto, al quale piace vincere facile, impugna la sentenza e va a casa della sua ex moglie, "ex Pippetta" e tenta di pignorargli ciò che era ancora in casa e che non si era portato via dopo che se ne era andato da casa abbandonando il tetto coniugale, per sposare altra signora, chiamamola "la nuova signora Pippetto".

Non contento, "Pippetto", forte del vantaggio offertogli dall'avvocato della sua "ex Pippetta", querela la sua ex moglie "ex Pippetta", trascinandola in un processo penale per truffa contrattuale dichiarando che la firma non sarebbe la sua e che, sicuramente, la sua ex l'ha contraffatta per fregarlo.

Si celebra il Processo. "Pippetto" contro "ex Pippetta".

Colpo di scena memorabile! Il giudice, nel corso del processo, nomina un suo perito calligrafico il quale stabilisce, senza ombra di dubbio, che la firma è proprio del "Pippetto", che, oltretutto ha anche tentato di evitare l'analisi calligrafica con la scusa che si sarebbe rotto un polso... (sic), oltre che tentare di cambiare la propria calligrafia.

Il PM chiede l'assoluzione della "ex Pippetta", la quale viene assolta con formula piena dal giudice. Sentenza non appellata e pertanto passata in giudicato. Il giudice rimanda gli atti in Procura contro "Pippetto" per il reato di calunnia contro la povera "ex Pippetta", salassata, stressata, ingiustamente pignorata, umiliata, estenuata, logorata, snervata, un pochino incazzata, ma poco poco, ma che finalmente, festeggia con i suoi amici la sua grande vittoria morale.

Altro colpo di scena del pm che dovrebbe rinviare a giudizio "Pippetto", chiamiamolo "Sarà meglio astenersi dal nominare un simile pm" (un nome di fantasia vale l'altro). Cosa fa il pm che riceve la denuncia da parte del giudice? Richiede archiviazione, e perché lo fa? Perché interroga "PIppetto", il quale si presenta bello bello in Procura con la sua perizia di parte (a pagamento) del Professor Fotocopia, in netto contrasto con quella del perito del giudice e dice di avere ragione lui! Il gioco è fatto. Le sentenze (non appellate e passate in giudicato) che cosa si emettono a fare se poi il pm si rifà il processo a suo piacimento, prendendo per buone perizie calligrafiche eseguite su fotocopie e non su documenti originali e senza onorare una sentenza di un giudice che gli ha proposto querela per calunnia?

 

 

IL PROFESSOR FOTOCOPIA

Al Tribunale di Viterbo c'è un perito calligrafico che è bravo, bravissimo, eccezionale, di grande fama, tutti lo vogliono, è conteso fino allo sfinimento, un vero luminare, un mostro, un professore, detto "il professor fotocopia"... E' così bravo, ma così bravo che riesce a capire la pressione sul foglio del documento da esaminare, vergato dall'indagato... da una semplice fotocopia! Sissignori, un vero genio, un caso unico in Italia!

Ma il vero dramma non è mica lui, no, è il magistrato che lo sta ad ascoltare ed utilizza la perizia per tentare di chiudere un procedimento, che guarda un po' il caso, alle volte, è difeso da un avvocato che è conosciuto come il barone dei baroni degli avvocati di un piccolo Tribunale di Provincia, dove, evidentemente, è facile certificare la pressione su un foglio anche da una fotocopia.

In foto gli stratosferici strumenti del professor fotocopia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in foto l'avvocato-barone


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Giornalismo d'inchiesta... giornalismo investigativo... ma quando ti ritrovi un pacchetto di 10 avvocati che, tutti insieme, vicini vicini, si presentano a testimoniare a più processi, contro un giornalista che denuncia un avvocato (loro collega vicino vicino)... che vuoi investiga'? "Gruppo vacanze Piemonte si paaaaarte!"

in foto il gruppo di alcuni avvocati vicini vicini, tutti testimoni a tutti i processi di un loro collega avvocato.
Avvocati? E sooooo ragaaaaaaazzi! il loro Presidente? L'uomo che parlava alle pecore...

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"E' una sfilata di alta moda?"
"No! è il corridoio del Tribunale di Viterbo..."

Modello n. 4 - Giustizia - ops Giuditta

avvocate viterbesi al lavoro, in attesa del loro turno davanti al giudice, nel corridoio del Tribunale... AVVOCATE? e soooooooo ragaaaaaaaaazze!

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L'avvocato Luigi Sini del Foro di Viterbo, presidente dell'Ordine degli avvocati, si autodefinisce: "noto str...o" nel suo profilo facebook in una chat con i suoi colleghi... veramente illuminata

(in foto l'avvocato Luigi Sini)

Sarà invidia? un po' come la volpe che non arrivava all'uva... nondum matura est, nolo acerbam sumere
Avvoooooocati.... e so' ragaaaaaaazzi

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Le giostre al parcheggio, fuori del Tribunale di Viterbo...

Perchè quelle dentro non bastavano?

 

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Ecco come un avvocato del Foro di Viterbo (tale avvocato Anna Camilli, alias "a bello! vieni a studio che a ride te ce penso io!") posta dal suo profilo facebook le sue battute contro i propri clienti...

NO COMMENT

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Il frullo della toga - Elogio all'avvocato

Laura Leo presenta la docu-fiction "Donna da Tribunale" "amori segreti tra un processo e l'altro al Tribunale di Viterbo" breve romanzo in progress di Patrizia Coppa

(clikka sulla foto per vedere il video)















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Chi l'ha vista la patacca dell'avvocato Anna Camilli?















in foto l'avvocato Anna Camilli del Foro di Viterbo, con le sue 10 cause più importanti, verde speranza, e la sua ben nota patacca. Nota perché si narra che in udienza, avendola smarrita, chiedeva, tra le risate generali, a pm, giudice ed avvocati: "Ho perso la mia patacca, qualcuno l'ha vista?"


- continua -

...talmente presa nella ricerca della sua patacca e nella cura delle sue cause verdi, da dimenticare di presentare atti importanti in udienza

- continua -

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Meglio un cane avvocato
che un avvocato cane


























L'avvocato Paolo Gasbarri del Foro di Viterbo predica bene ma...

"Signora Coppa, lei stamattina all'udienza davanti al giudice Lucchesi ha subìto una enorme ingiustizia. Non è giusto che i miei colleghi signori avvocati non abbiano accettato la sua difesa, non si fa così
!"
"Allora avvocato Gasbarri, mi difende lei!".
"Nooo, io no!".

Tanto hanno solo rinunciato - per gravi incompatibilità - gli avvocati
Piccirilli - Baiocchini - Costaggini - Delfino - ecc. ecc.

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In foto l'avvocato Luigi Sini presidente dell'Ordine degli avvocati di Viterbo:

"Patrizia Coppa non mette gli avvocati in condizione di poterla difendere...".

"Allora le mie 14 vittorie su 14 processi penali, le ho ottenute senza alcun intervento da parte degli avvocati? sempre assolta con formula piena, con assoluzione chiesta dal pm, e per fortuna che secondo l'avvocato Sini non li metto in condizione di potermi difendere!"

Avvocati? E soooo ragaaaaaazzi!

Li perdono tutti quanti, anche Luigi Sini

 

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Anche all'avvocato Roberto Massatani il titolo di avvocato "palla di biliardo a mo' di anguilla saponata". Titolo strappato al suo collega Remigio Sicilia, che non è riuscito a detenerlo per più di due mesi. Sono quegli avvocati capaci di trasformarsi in palle da biliardo per andare in buca a tutti i costi e vincere, e per agevolare la loro impresa, diventano anche, per l'occasione, anguille saponate.

 

 

 

 

 

 

 

 


L'avvocato Massatani, difensore di Mauro Rotelli ha dovuto fare i salti mortali per difendere il suo assistito al processo per l'appalto delle mense. Dopo infiniti rinvii per i motivi più svariati, si è finalmente giunti alla prescrizione, ma non all'assoluzione. Infatti i giudici della Corte dei Conti hanno scritto che si tratta di prescrizione non di assoluzione. Ricordiamo che il giudice nel processo penale deve concludere con una sentenza che tuteli l'imputato, anche se il reato è prescritto, ossia con l'assoluzione se comunque dal dibattimento emerge la totale innocenza dell'imputato. Così non è stato per Mauro Rotelli condannato dalla Corte dei Conti a risarcire il Comune di Viterbo di 140.000 euro. Il primo condannato ma contento di essere stato riabilitato, come scrisse "Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale" in una nota inviata alla stampa, lo scorso 23 Settembre.

 

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Di tutta l'erba un fascio

 

L'avvocato Roberto Massatani ex presidente della Camera Penale e l'avvocato Luigi Sini, presidente dell'Ordine degli avvocati, hanno criticato l'operato della Stampa. Hanno parlato di Stampa in genere, in una conferenza del 24 Novembre 2011, (registrazione ore 15-16) rivolta a tutti i loro colleghi, nell'ambito dei corsi di aggiornamento per avvocati, e "avvocati viterbesi" alias Luigi Sini, (del 21 Febbraio 2014 ore 11.13) Hanno attribuito alcuni errori di certi giornalisti a tutta la Stampa in genere.

La Stampa fa questo e la Stampa fa quell'altro... e qualche giornalista si sarebbe potuto risentire, perché non siamo tutti uguali, e soprattutto, è sempre sbagliato generalizzare, nonché denigrare il lavoro degli altri.

Poi, però, quando si scrive che un certo avvocato si è comportato male ed è difficile (non impossibile) trovare un altro collega che lo denunci, l'avvocato Sergio Buzzi, consigliere dell'Ordine degli avvocati, salta su tutte le furie e ritiene, erroneamente, che si stia generalizzando, "Non accetto le generalizzazioni immotivate che offendono l'intelligenza di chi le esprime". Come dire: "Se lo facciamo noi va bene, ma se lo fate voi no!"

 

 

in foto la Stampa viterbese vista dagli avvocati Roberto Massatani e Luigi Sini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Patrizia Coppa in Tribunale: sembra che stia realizzando riprese per il giornale, in realtà è una pericolosa terrorista in assetto di guerra: attenzione la telecamera spara!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Protocollo delle bestialità dette a Patrizia Coppa dagli avvocati di parte opposta davanti al giudice, alle varie udienze penali:

"Signor giudice la signora Coppa è un'oca!"

"È pedofila!"

"È simulatrice!"

"È una che la mattina quando si alza non sa né che giorno è né chi sia e cosa vuole!"

"Ha denunciato mezza Europa!"

"Intasa gli uffici della Procura con le sue pippe mentali!"

"Terrorizza con la sua telecamera!"

"È una pericolosa stalker!"

 

 

 




in foto Patrizia Coppa che ascolta gli avvocati in aula durante i processi...

poi sbotta: Eeeeeee che scassamento di minchia! Ho vinto 14 processi su 14! E se perdevo, che facevano, mi impiccavano davanti al Tribunale?
Avvocati... li perdono, sooooo ragaaaaaazzi!

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Un avvocato sporge denuncia scrivendo di avere tanti testimoni a suo favore, tra amici e colleghi, poi però cita come testimoni il padre, (anche lui avvocato) la madre ed il marito...

IO, mammeta e tu...














in foto la mamma dell'avvocato denunciante


La controparte vorrebbe contestare l'attendibilità dei testimoni
, un tantino di parte, ma, leggendo le testimonianze, preferisce accoglierle, poiché ognuno racconta i fatti denunciati dall'avvocato, in maniera diversa e contraddittoria.


E non finisce mica qui: l'avvocato cita a suo favore un altro test, un suo collega avvocato, dimenticando però, che proprio quel collega è stato controparte del suo denunciato, che guarda un po' il caso, testimonia a suo favore dichiarando che si sarebbe comportato molto bene (della serie "se la cantano e sa la suonano"). Non contento riferisce alla polizia giudiziaria che si sarebbe svolto tutto nella più totale regolarità, come dimostrerebbe, a suo dire, la sua corrispondenza con l'avvocato denunciante.

Corrispondenza, che come è noto, non è tenuto a mostrare, ma è segreta tra gli avvocati-compari-compagnoni di merende. Ma stavolta gli va male, perché, ari guarda un po' il caso, il denunciato è in possesso della corrispondenza segreta tra i due compagnoni, e c'è scritto tutto il contrario di quanto dichiarato ai poliziotti.
















in foto: i due avvocati compagnucci di merende


 

Trattandosi di avvocati, andrà a finire tutto a tarallucci e vino?












Avvocati sooooo raaaaagaaaaazzi!


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Satura quidem tota nostra est

La nuova rubrica di viterbotv



La Sa
Tira Tira




LA SATIRA E' UN DIRITTO SOGGETTIVO TUTELATO DALL'ART. 21 DELLA COSTITUZIONE - Ha la funzione di esercitare, con l'ironia e il sarcasmo, un controllo nei confronti dei poteri di qualunque natura (Cassazione Sezione Terza Civile n. 23314 dell'8 novembre 2007, Pres. Nicastro, Rel. Durante).




La satira è configurabile come diritto soggettivo di rilevanza costituzionale; tale diritto rientra nell'ambito di applicazione dell'art. 21 Cost. che tutela la libertà dei messaggi del pensiero.

Il diritto di satira ha un fondamento complesso individuabile nella sua natura di creazione dello spirito, nella sua dimensione relazionale ossia di messaggio sociale, nella sua funzione di controllo esercitato con l'ironia ed il sarcasmo nei confronti dei poteri di qualunque natura. Comunque si esprima e, cioè, in forma scritta, orale, figurata, la satira costituisce una critica corrosiva e spesso impietosa basata su una rappresentazione che enfatizza e deforma la realtà per provocare il riso. Ne è espressione anche la caricatura e, cioè, la consapevole ed accentuata alterazione dei tratti somatici, morali e comportamentali di una persona realizzata con lo scritto, la narrazione, la rappresentazione scenica. La satira è espressione artistica nella misura in cui opera una rappresentazione simbolica che, in modo particolare la vignetta, propone quale metafora caricaturale. La peculiarità della satira, che si esprime con il paradosso e la metafora surreale, la sottrae al parametro della verità e la rende eterogenea rispetto alla cronaca; a differenza di questa che, avendo la finalità di fornire informazioni su fatti e persone, è soggetta al vaglio del riscontro storico, la satira assume i connotati dell'inverosimiglianza e dell'iperbole per destare il riso e sferzare il costume. Insomma, la satira è riproduzione ironica e non cronaca di un fatto; essa esprime un giudizio che necessariamente assume connotazioni soggettive ed opinabili, sottraendosi ad una dimostrazione di veridicità.

Mentre l'aperta inverosimiglianza dei fatti espressi in forma satirica esclude la loro capacità offensiva della reputazione, dell'onore e del prestigio, diversamente deve dirsi in caso di apparente attendibilità di tali fatti. Incompatibile con il parametro della verità, la satira è, però, soggetta al limite della continenza e della funzionalità delle espressioni adoperate rispetto allo scopo di denuncia sociale perseguito. Sul piano della continenza il linguaggio essenzialmente simbolico e frequentemente paradossale della satira - in particolare di quella esercitata in forma grafica - è svincolato da forme convenzionali, per cui è inapplicabile il metro della correttezza dell'espressione. In questo ambito concettuale è stato affermato - soprattutto dalla giurisprudenza penale della Suprema Corte - che la satira, al pari di ogni altra manifestazione del pensiero, non può infrangere il rispetto dei valori fondamentali della persona, per cui non va riconosciuta la scriminante di cui all'art. 51 c.p. per le attribuzioni di condotte illecite o moralmente disonorevoli, gli accostamenti volgari o ripugnanti, la deformazione dell'immagine in modo da suscitare disprezzo o dileggio. Più particolarmente è stata esclusa la scriminante nella satira che, trasmodando da un attacco all'immagine pubblica del personaggio, si risolva in un insulto gratuito alla persona in quanto tale o nella rappresentazione caricaturale e ridicolizzante di alcuni magistrati posta in essere allo scopo di denigrare l'attività professionale da loro svolta attraverso l'allusione a condotte lesive del dovere funzionale di imparzialità.

Il diritto di critica si concretizza nell'espressione di un giudizio o, più genericamente, di un'opinione che sarebbe contraddittorio pretendere rigorosamente obiettiva, posto che per sua natura la critica non può che essere fondata su un'interpretazione necessariamente soggettiva di fatti e comportamenti. Per essere legittima e prevalere sul diritto alla reputazione dei singoli il diritto di critica deve essere esercitato entro limiti oggettivi fissati dalla logica concettuale e dall'ordinamento positivo. Occorre, cioè, un bilanciamento dell'interesse individuale alla reputazione con quello alla libera manifestazione del pensiero costituzionalmente garantito; bilanciamento da ravvisarsi nell'interesse dell'opinione pubblica alla conoscenza non del fatto oggetto di critiche, che è presupposto da essa ed è perciò fuori di essa, bensì di quella determinata interpretazione del fatto.

Nell'esercizio del diritto di critica si possono adoperare espressioni di qualsiasi tipo che si risolvano in lesioni dell'altrui reputazione, purché siano funzionali alla manifestazione di dissenso ragionato dall'opinione o dal comportamento altrui; non sono, invece, ammessi apprezzamenti negativi che degradino in gratuita aggressione distruttiva della reputazione, discreditando la vita altrui in qualcuna delle sue manifestazioni essenziali.

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